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Ettore NovellinoIl professore Ettore Novellino, nell'intervista a noi rilasciata durante la manifestazione PharmExpo a Napoli, evidenzia la necessità del cambiamento del ruolo del farmacista per affrontare le sfide del presente e del futuro, sostenendo che non è più possibile relegare la figura del farmacista a mero dispensatore di farmaci, ma bisogna abbattere le mura professionali ed aprirsi verso nuovi orizzonti professionali per far fronte alla riduzione progressiva dei fatturati.

Il nostro SSN, difatti, è il secondo al mondo per qualità e prestazioni, quindi è fondamentale che si utilizzino tutte le risorse professionali per continuare a garantire uno standard qualitativo. Il ruolo del farmacista è quello di collaborare con il medico di base e con le altre figure sanitarie per individuare l'esigenze che la società pone e per garantire al cittadino servizi in grado di migliorare la qualità e l'aspettativa di vita.

Il professor Novellino afferma che nel futuro del farmacista deve prevalere la voglia di fare, abbandonando l' "adiposità neuronale", non essendo più possibile aspettare che il tempo passi e che cambi la situazione. È necessario che la farmacia italiana segua la sintesi dei vari modelli europei, altrimenti non ci sarà crescita e sviluppo della professione.

Un altro elemento importante per il futuro della professione consiste, secondo il Preside Novellino, nel rinnovamento della disciplina degli esami di Stato: considerato che la normativa è ferma al 1959, la Conferenza dei Presidi di farmacia ha pensato di aggiornare i contenuti culturali ma anche le modalità di esecuzione dell'esame stesso. Tale proposta è stata presentata in maggio alla FOFI, che sebbene ancora non abbia espresso un parere,n on ha impedito alla Conferenza dei Presidi di continuare a lavorare per trovare nuove strategie normative, lontane dalla formazione di scuole parallele che non farebbero altro che indebolire la qualità della professione.

Inoltre, il prof. Novellino esprime il suo disappunto nei confronti dei rappresentanti della professione che sembrano sordi ai cambiamenti: "ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, anche il sindacato deve occuparsi di ciò che gli compete, non può fare il ruolo del preparatore e occuparsi della direzione strategica professionale. Dal 2008 in Italia è obbligatoria l'acquisizione dei dati delle ricette e la trasmissione di questi al ministero della salute e dell'economia. Federfarma si è proposta come snodo intermedio per trasmettere i dati, ma non ha pensato che potevano essere elaborati per creare la più grossa banca dati a livello nazionale, anzi ha ritenuto opportuno svenderla all'IMS che a sua volta l'ha venduta a chi si occupa di analisi epidemiologiche statistiche".

Tutto ciò ha creato, a parere del Preside Novellino, una mancata opportunità per la professione, di conseguenza perchè la laurea in farmacia non perda di significato è opportuno fare sinergia tra i professionisti del settore e i rappresentanti della categoria in modo da creare una strategia capace di riposizionare la professione sul territorio, senza farsi prendere dall' "adiposità neuronale".

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