News dal Web

carenza farmaciÈ dedicata al fenomeno delle carenze di farmaci e contiene consigli utili per assistiti e malati la guida realizzata da Altroconsumo nell'ambito della collana "Diritti in salute", il progetto editoriale condotto in collaborazione con Acu, Associazione consumatori utenti, e finanziato dal ministero dello Sviluppo economico. Le cause che rendono un farmaco indisponibile, ricorda il vademecum, possono essere diverse e vanno dal semplice esaurimento delle scorte alla chiusura delle linee produttive, da un incremento improvviso della domanda all'irreperibilità del principio attivo o altri problemi di produzione e distribuzione.

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farmaci soldiDall'incontro organizzato da Federfarma Benevento, giovedì scorso, per discutere di legge sulla concorrenza e liberalizzazione della titolarità, è emerso che al capitale finanziario che cerca di acquisire esercizi e costruire catene, le farmacie dei farmacisti possono rispondere con un capitale "immateriale" fatto di professionalità, capillarità e consenso sociale. Ma non bisogna dimenticare che si può essere veramente indipendenti e liberi, soltanto se c'è la sostenibilità economica. All'evento hanno partecipato Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale, Silvia Pagliacci, presidente del Sunifar, Nicola Stabile, presidente di Federfarma Campania, Tommaso Cusano, presidente dei titolari benevenetani, Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, Maurizio Manna, presidente dell'Ordine provinciale dei farmacisti, ed Erika Mallarini, docente della Sda-Bocconi.

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antinfiammatori-696x392Una ricerca pubblicata su Science, sostiene che chi si sottopone a un trattamento a sua insaputa privo di principi attivi ritiene di provare, e prova, effetti collaterali avversi più gravi se il falso farmaco è percepito come costoso. Si dice effetto nocebo, l'altra faccia del placebo, ovvero il fenomeno secondo il quale se ci si aspetta che una medicina provochi una reazione negativa (per esempio una maggiore sensibilità al dolore), ebbene quell'effetto verrà avvertito, anche se il farmaco è in realtà poco più che acqua fresca. "Lo studio ha dimostrato che il sistema di modulazione che coinvolge diverse aree del cervello superiori (corteccia cerebrale) e midollo è coinvolto nella risposta nocebo e nell'aumento del dolore.

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ScaccabarozziSecondo i dati dello studio Farmindustria - Prometeia sul conto terzi farmaceutico, presentato venerdì scorso a Milano, l'industria del conto terzi farmaceutico made in Italy rafforza il primato europeo con una produzione pari a 1,7 miliardi di euro, davanti a Germania (1,5) e Francia (1,4). Reimpiegando l'8% del fatturato in investimenti sulla produzione. Puntando sull'export, con il 70% della produzione destinato ai mercati esteri (i tre quarti verso Ue15 e Usa) e soprattutto su un indotto nazionale in "perfetta sintonia" di filiera. Un elemento quest'ultimo che rappresenta un deciso punto di forza del settore. Una crescita che ha riguardato tutti i segmenti, sia i prodotti più "tradizionali" come i non iniettabili (+31%) sia, soprattutto, quelli a maggior contenuto di tecnologia innovativa come gli iniettabili e le produzioni biologiche e ad alta attività (+48%). In salita di 11 punti percentuali rispetto al 2010 anche le esportazioni.

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FarmacicoloratoLo studio è italiano ed è opera della psichiatra Valeria Mondelli che lavora presso il King's College di Londra. "Quello che sta emergendo dai nostri e altri studi - spiega la dottoressa - è che una parte dei pazienti depressi, in particolare proprio coloro che non rispondono agli attuali antidepressivi, ha livelli di infiammazione più elevati rispetto alla popolazione generale". Il trial clinico in corso coinvolge 44 persone depresse resistenti ai farmaci: parte di loro riceve l'antinfiammatorio più l'antidepressivo, gli altri l'antidepressivo più una sostanza placebo. La sperimentazione, che durerà per tutto il 2018, dirà se una quota importante di pazienti depressi potrà essere curata da antinfiammatori insieme alle terapie standard.

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concorsi1-678x381Sui concorsi straordinari banditi dalle Regioni, per soli titoli, per il conferimento e l'assegnazione di farmacie vacanti e di nuova istituzione ci sono molte incertezze sugli esiti; migliaia di farmacie rischierebbero infatti la chiusura a pochi mesi dalla loro apertura effettuata dai vincitori con notevoli sacrifici economici e indebitamenti di diversa natura. La confusione è generata dalla lettura di una vecchia norma. A fronte di un tale bailamme, l'onorevole Roberto Occhiuto (Forza Italia-Pdl) ha appena presentato una interrogazione alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, per sapere come il dicastero intenda muoversi in proposito, sollecitando così la necessità di una interpretazione autentica da parte del Parlamento.

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cossoloIl presidente nazionale di Federfarma, Marco Cossolo, ha sostenuto la protesta lanciata dai medici di medicina generale che ritengono utile la possibilità di prescrivere direttamente farmaci finora prescritti solo dagli specialisti. "Sosteniamo a spada tratta la richiesta dei medici di famiglia – ha dichiarato Cossolo - di poter prescrivere i farmaci innovativi. È una giusta battaglia fatta in nome dei pazienti, perché possano trovare i medicinali di cui hanno bisogno sotto casa, e allora non possiamo che esserci anche noi: i mmg sono vessati dalla burocrazia che li esclude dalla prescrizione dei farmaci di ultima generazione, le farmacie invece hanno la distribuzione diretta, che le tiene lontano dalla dispensazione di quelle stesse specialità".

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mal di golaUno studio condotto da un gruppo di ricercatori canadesi della McMaster University di Hamilton, in Ontario (Canada) ha dimostrato che una singola dose di desametasone è sufficiente per ridurre i sintomi del mal di gola senza produrre gravi effetti collaterali. I ricercatori canadesi hanno preso in considerazione dieci trials clinici che includevano, complessivamente, 1.426 pazienti. Quelli trattati con una singola dose ridotta di corticosteroide, solitamente desametasone per via orale massimo 10 mg, avevano una probabilità di 2,2 volte maggiore di avere sollievo dal dolore nelle 24 ore successive al trattamento e di 1,5 volte in più di non avvertire dolore nelle 48 ore dopo. Chi assumeva corticosteroidi, inoltre, aveva un miglioramento nel dolore 4,8 ore prima, in media, e un sollievo totale dal dolore 11,1 ore prima rispetto a chi non usava corticosteroidi. Infine, su una scala del dolore da zero a dieci, chi usava cortisone aveva un miglioramento di 1,3 punti nelle 24 ore.

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