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farmaci innovativi 2Tra il 2010 e il 2014 nel mondo sono stati commercializzati 49 nuovi farmaci anticancro. L'Italia ha garantito la disponibilità di 31 di queste molecole innovative, collocandosi al quarto posto a livello mondiale dopo Usa (41), Germania (38) e Regno Unito (37), e davanti a Francia (28), Canada (28), Giappone (24) e Spagna (23), questi i dati rivelati dagli oncologi italiani, durante il congresso della Società europea di oncologia medica. "I sistemi di rimborsabilità concordati con l'Agenzia italiana del farmaco sono un esempio a livello internazionale – commenta Carmine Pinto, presidente nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica – e il dato italiano è ancora più rilevante se consideriamo che i sistemi sanitari (privati o misti) degli Usa e del Regno Unito rispondono a meccanismi diversi e non paragonabili al nostro che è universalistico".

Tumori, in 5 anni 31 nuovi farmaci. Aiom: "Fondo per gli innovativi anche nel 2018"

Confermare anche nel 2018 il Fondo per i farmaci oncologi innovativi e mettere in campo "una regia unica nazionale" che garantisca una strategia a 360 gradi contro i tumori: dalla prevenzione alle terapie fino alla riabilitazione, dall'accompagnamento di fine vita, all'umanizzazione dell'assistenza fino alla ricerca. È ciò che chiedono gli oncologi italiani riuniti in questi giorni a Madrid per il congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo), dove l'attenzione dei clinici si è concentrata molto sull'accesso alle nuove terapie.

Tra il 2010 e il 2014 nel mondo sono stati commercializzati 49 nuovi farmaci anticancro. L'Italia ha garantito la disponibilità di 31 di queste molecole innovative, collocandosi al quarto posto a livello mondiale dopo Usa (41), Germania (38) e Regno Unito (37), e davanti a Francia (28), Canada (28), Giappone (24) e Spagna (23). "I sistemi di rimborsabilità concordati con l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sono un esempio a livello internazionale – commenta Carmine Pinto, presidente nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) – e il dato italiano è ancora più rilevante se consideriamo che i sistemi sanitari (privati o misti) degli Usa e del Regno Unito rispondono a meccanismi diversi e non paragonabili al nostro che è universalistico". Ma l'innovazione non si ferma e l'Aiom, tramite il presidente eletto Stefania Gori, chiede alle istituzioni di rinnovare l'impegno per garantire un migliore accesso alle terapie: "Il Governo italiano lo scorso anno ha introdotto, su forte richiesta della nostra società scientifica, uno strumento importante per garantire la sostenibilità, un Fondo di 500 milioni di euro destinato ai farmaci oncologici innovativi. Rilanciamo anche per il 2018 la richiesta di risorse dedicate, che dovrebbero diventare parte integrante di un più ampio 'Patto contro il cancro'".

L'accesso al Fondo, ricorda Pinto, è regolato dai criteri per l'innovatività stabiliti a marzo dall'Aifa. "Nel 2016 la Commissione tecnico scientifica dell'agenzia regolatoria – sottolinea il presidente dell'Aiom – ha attribuito il carattere dell'innovatività a sei farmaci di cui due in ematologia e quattro in oncologia medica. In base a questi nuovi criteri, dovrebbero essere valutati nei prossimi mesi ulteriori farmaci anticancro realmente innovativi che potranno essere resi disponibili ai pazienti rientrando così nel Fondo. Si tratta da un lato di molecole completamente nuove, dall'altro di trattamenti già in uso e rimborsabili ma che hanno ricevuto dall'Aifa un'estensione delle indicazioni. Lo schema proposto per la valutazione si basa su un criterio multidimensionale che tiene conto di tre elementi fondamentali: il bisogno terapeutico, il valore terapeutico aggiunto e la qualità delle prove (cioè la robustezza degli studi clinici). I farmaci innovativi dovrebbero essere inseriti nel Fondo in aderenza ai principi stabiliti dall'Aifa. Chiediamo quindi che venga previsto anche per il 2018 un adeguato Fondo nazionale per i farmaci innovativi in oncologia e che questo Fondo sia destinato alla copertura dei costi non solo dei farmaci ma anche dei test richiesti dal regolatorio per gli stessi farmaci".

Il "Patto contro il cancro" proposto da Aiom non si limita però al tema dell'accesso ai nuovi farmaci. La qualità della vita dei pazienti è – per l'associazione – uno dei parametri sempre più importanti per valutare l'efficacia dei trattamenti: "La collaborazione con le associazione dei pazienti è consolidata – conclude Pinto -. Va ricordata in questo senso la versione italiana dei PRO-CTCAE (Patient Reported Outcomes – Common Terminology Criteria for Adverse Event) disponibile sul sito del National Cancer Institute. Si tratta di un questionario utilizzato nelle ricerche cliniche negli Usa e in altri Paesi: il paziente, mediante la compilazione dei PRO-CTCAE, segnala in autonomia e in maniera dettagliata gli effetti collaterali delle terapie anti-tumorali". Il progetto è stato realizzato in collaborazione con 15 centri oncologici italiani e coinvolgendo circa 200 pazienti.

Fonte: Aboutpharma.com

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