antibiotico resistenzaIl Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc), in occasione della IX Giornata europea sugli antibiotici, ha fatto il punto sul preoccupante fenomeno dell'antibiotico-resistenza. Dal 2012 al 2015, in Europa, il fenomeno della resistenza agli antibiotici è cresciuto per la maggior parte dei batteri e dei farmaci per combatterli tenuti sotto osservazione.

In particolar modo è cresciuta la resistenza ai carbapenemi nella Klebsiella pneumoniae che è passata dal 6,2% all'8,1%. Ma preoccupa anche il dato sull'Escherichia coli, una delle cause più diffuse di infezione ospedaliera. Mentre è in calo il trend per lo Stafilococco aureo resistente alla meticillina, super-bug che però resta nel mirino degli esperti. Secondo l'agenzia, a preoccupare di più è la tendenza all'indebolimento dell'azione degli antibiotici di "ultima istanza", quelli utilizzati per pazienti con infezioni che resistono al trattamento con tutti gli altri antibiotici. Secondo i dati presentati dall'Aifa, in Italia la resistenza batterica agli antibiotici registra generalmente valori molto elevati, ben al di sopra della media europea, e con trend prevalentemente crescenti. I dati nazionali per l'anno 2015 mostrano un consumo di antibatterici per uso sistemico in comunità (assistenza territoriale) e nel settore ospedaliero, rispettivamente di 27.5 (22.4 sono le dosi medie a livello europeo) e 2.4 (2.05 sono le dosi medie a livello europeo) dosi giornaliere per 1000 abitanti (Ddd). I trend sono in diminuzione lieve ma statisticamente non significativa per l'assistenza territoriale, in aumento per l'assistenza ospedaliera. Alcuni esempi per il 2015: resistenza combinata dei batteri del genere Acinetobacter ai fluorochinoloni, agli aminoglicosidi e ai carbapenemi, 72.6%; dello Stafilococco aureo alla meticillina, 34,1% (la media europea è del 16.8%); della Klebsiella pneumonie ai carbapenemi, 33,5% (media europea 8.1%); dell'Escherichia coli alle cefalosporine di terza generazione, 30.1% (media europea del 13.1%). Vytenis Andriukaitis, commissario europeo Health and Food Safety, ha sottolineato che "la resistenza agli antibiotici è una delle minacce più pressanti per la salute pubblica del nostro tempo. Se non la contrasteremo, il rischio è di tornare indietro a un tempo in cui anche le più semplici operazioni non erano possibili. Come pure i trapianti, la chemio o la terapia intensiva"." La Commissione europea - conclude - lancerà un nuovo Piano d'azione l'anno prossimo per rinforzare l'impiegno nella prevenzione e nel controllo dell'antibiotico-resistenza".

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