statine 2Uno studio condotto da un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston, ha dimostrato che le persone con malattie infiammatorie di tipo reumatico, in genere più soggette ad andare incontro a eventi cardiovascolari, possono avere un rischio di mortalità del 33 % più basso se assumono statine.

Gli studiosi hanno confrontato una coorte di 2.904 pazienti con spondilite anchilosante e artrite psoriasica, con un gruppo di controllo costituito da pari numero di pazienti che non stavano però usando questi farmaci. Nel corso di un follow-up di circa 5 anni, sono deceduti 271 utilizzatori di statine e 376 non utilizzatori. Il tasso di mortalità era del 17,6 per 1.000 nel primo gruppo e 25,1 nel secondo e la terapia con statine è risultata associata a una riduzione del 33 % di tutte le cause di morte, analizzate al netto di fattori come durata della malattia, status socio-economico, indice di massa corporea, stile di vita e uso di farmaci. "Dato l'aumento del rischio di malattie cardiovascolari rispetto alla popolazione generale, questi pazienti possono beneficiare, ancora più degli altri, del duplice effetto antinfiammatorio e anti-colesterolo delle statine", ha dichiarato Amar Oza, autore principale dello studio. Le statine sono un gruppo di molecole appartenenti alla categoria dei cosiddetti ipolipemizzanti, sintetizzate sul modello di un metabolita fungino (mevastatina) la cui attività farmacologica fu scoperta nel 1975. Proprietà caratteristica delle statine è la capacità di abbassare i livelli del colesterolo nel sangue. 

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