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foto 1 tiroideDa poco più di due mesi, in Italia è disponibile in regime rimborsabile una molecola innovativa, lenvatinib, che può rappresentare una svolta nel trattamento del carcinoma tiroideo differenziato e refrattario allo iodio radioattivo. Lenvantinib è un inibitore orale multiplo delle tirosin chinasi del recettore del VEGF di tipo 1, 2 e 3, dei recettori 1-4 del fattore di crescita dei fibroblasti, del recettore alfa del fattore di crescita derivato dalle piastrine e delle vie di segnale RET e KIT.

Alle nuove opportunità di cura contro questa neoplasia è stato dedicato il convegno nazionale "The First Thoughts in Thyroid Cancer" che si è svolto la settimana scorsa a Milano. Lenvatinib è indicato nel trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma tiroideo differenziato e refrattario allo iodio radioattivo, progressivo, localmente avanzato o metastatico. Inoltre, la nuova molecola ferma la crescita della malattia, con una riduzione delle metastasi, e il paziente può avere una buona qualità di vita. Nelle ultime analisi dei dati raccolti dallo studio SELECT si è osservato che in alcuni sottogruppi il farmaco aumenta la sopravvivenza, in particolare nelle persone di età più avanzata e con la forma follicolare. Il carcinoma tiroideo colpisce soprattutto persone in età lavorativa, fra i 40 e i 50 anni. Nel 2016 in Italia sono stimati 15.300 nuovi casi di tumore della tiroide. Nelle donne al di sotto dei quarant'anni è il secondo tumore più frequente dopo quello del seno e si colloca al quarto posto fra tutte le neoplasie femminili, dopo mammella, colon-retto e polmone. Per carcinoma tiroideo si intende un tumore che si forma nei tessuti della ghiandola tiroide, situata alla base della gola, accanto alla trachea. La maggior parte dei pazienti al momento della diagnosi ha un'età compresa tra i quaranta e i cinquant'anni. Ogni anno in Europa più di 52.000 persone si ammalano di carcinoma della tiroide. L'incidenza di questo tumore è aumentata considerevolmente negli ultimi dieci anni, rispettivamente del 69% fra gli uomini e del 65% fra le donne. Le tipologie più diffuse di cancro alla tiroide, papillare e follicolare, sono classificate come carcinomi tiroidei differenziati e rappresentano l'85-90% circa di tutti i casi. I casi rimanenti sono classificati come midollare o anaplastico. 

©Redazione

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