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tagli sanita 2Le Regioni, dopo gli ultimi possibili tagli alla sanità, hanno lanciato l'ennesimo allarme al Governo: così rischiano di restare fuori dalla porta farmaci innovativi e nuovi livelli di assistenza, con tanto di piano vaccini, assistenza eterologa estesa a tutta Italia e ausili per disabili. Il coordinatore degli assessori regionali alla sanità, Antonio Saitta, ha così spiegato:" solo per le assunzioni di 10mila medici e infermieri occorrerebbero almeno 400 milioni.

E poi il fondo per i farmaci innovativi da 500 milioni si è già dimostrato insufficiente quest'anno. Con quei soldi le regioni hanno pagato solo le super pillole contro l'epatite C che sono rimaste un tabù per i malati meno gravi, che hanno fatto la fila dietro la porta del mio ufficio per chiedere l'accesso alla terapia, per non contare di quelli che sono andati a comprare il farmaco in India o in Egitto dove costa un decimo. Ma ora con i nuovi costosissimi medicinali oncologici, contro Alzheimer, Parkinson e demenza senile i bilanci rischiano di sballare completamente". Le Regioni, inoltre, chiedono che nella manovra entrino anche le loro proposte su una nuova governance della farmaceutica. Ad esempio: ridurre i prezzi quando i volumi di vendita aumentano o verificare l'efficacia dei nuovi farmaci una volta immessi in commercio e quando l'innovazione si dimostra più nel nome che nei fatti abbassare i costi. Oppure il via libera alle aste per farmaci equivalenti, con principi attivi anche diversi ma con la stessa indicazione terapeutica. Sui nuovi Livelli essenziali di assistenza poi Saitta ha assunto una posizione ferma: "Con un miliardo in meno non potremmo applicarli, visto che secondo le stime del Ministero della salute da soli costano 800 milioni".  

©Redazione

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