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brevetto farmacoMancanza di trasparenza sul sistema di brevettazione dei farmaci e sulle trattative fra aziende e governi per fissarne i prezzi; necessità di riformare il sistema della ricerca e dello sviluppo di nuovi farmaci; pressione delle case farmaceutiche sui medici. Questa la denuncia fatta da Giuseppe Ippolito dell'Istituto Lazzaro Spallanzani, Michele Uda di Assogenerici e Rohit Malpani di Medici senza Frontiere, durante l'incontro che si è tenuto al Teatro Comunale di Ferrara.

Tutti e tre i relatori hanno evidenziato la necessità di riformare i brevetti dei farmaci, perché "per come è configurato ora – ha affermato Ippolito – permette la ribrevettazione di farmaci vecchi, come nel caso di alcuni antibiotici, oppure la concessione di brevetti secondari su farmaci che non hanno contenuti innovativi". Secondo Uda, "bisogna alzare l'asticella e concedere la proprietà intellettuale solo se si ha il requisito dell'innovatività". "Il problema, ha chiarito Malpani di Msf, è che le istituzioni governative spesso non possono intervenire sui brevetti e così si configura il rischio che le popolazioni, nei paesi in via di sviluppo come in Giappone, in Europa o negli Stati Uniti,non possano procurarsi farmaci, che pure sarebbero disponibili". Un altro versante su cui intervenire, secondo Malpani e Uda, è quello della ricerca e dello sviluppo. Per il rappresentante di Assogenerici deve cambiare "il paradigma" dei ruoli di pubblico e privato, mentre Malpani amplia la prospettiva e parla di una vera e propria "crisi dell'innovazione: dovremmo cercare di spezzare il legame fra costo della ricerca e costo dei farmaci". 

©Redazione

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