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spreco farmaciSecondo la Federazione dei medici di famiglia, ogni anno un farmaco su dieci finisce nel cestino perché le scatole contengono più o meno pillole di quelle che servono per completare la terapia. Uno spreco che da solo costa allo Stato 1,6 miliardi l'anno. Soprattutto a causa delle scatole con un numero di pillole inadeguato alla terapia si spreca il 10% dei medicinali, che finiscono per intasare prima gli armadietti di casa e poi le discariche.

Eppure in Italia da almeno dieci anni leggi e manovre economiche prescrivono all'industria di produrre "confezioni ottimali" di medicinali, tarate sulla durata di una terapia. Pierluigi Bartoletti, vice segretario nazionale della Fimmg, ha commentato: "quasi tutti gli antibiotici ad esempio sono venduti in confezioni tutt'alto che ottimali. L'amoxicillina con acido clavulanico è commercializzata in blister da 12 compresse, che bastano per 6 giorni di terapia, quando minimo di giorni ne servono sette. Così il paziente deve acquistare una seconda scatola per consumare magari solo due pastiglie, mentre le altre 10 finiscono nell'armadietto. Come la Ciprofloxacina, altro diffuso antibiotico venduto in scatole da 5 compresse anziché da sette. Come dire che se ne acquista una seconda confezione buttando poi nel cestino le restanti 3 pillole". "Analogo spreco avviene per gli anti-ipertensivi per i quali le confezioni sono solitamente da 28 compresse. Troppo poche per la terapia di un cronico, troppe per chi deve solo testare il funzionamento del farmaco, magari per solo 10 o 15 giorni", conclude infine Bartoletti. Le pillole che più sprechiamo, secondo i dati dell'Agenzia nazionale del farmaco, sono gli antibiotici, a seguire gli analgesici, gli sciroppi, i farmaci per l'ipertensione e per lo scompenso cardiaco, gli antiaggreganti e gli anticoagulanti. Tutte medicine costose.  

©Redazione

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