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antibiotico-resistenzaL'antibiotico-resistenza rappresenta un'emergenza sanitaria globale che deve essere fermata al più presto. Si stima che più di 700.000 persone muoiano ogni anno a causa di infezioni resistenti ai farmaci. A lanciare l'appello sono i direttori generali della Fao, dell'Organizzazione mondiale della sanità e dell'Organizzazione mondiale della sanità animale.

Il tema della resistenza agli antibiotici è stato affrontato per la prima volta dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in svolgimento in questi giorni a New York, e verrà trattato come una vera e propria emergenza di salute globale, così come è stato per il diffondersi dei virus Ebola e Hiv e delle malattie trasmissibili. I 193 Stati membri delle Nazioni Unite hanno firmato un documento congiunto sulle linee guida mondiali per la lotta alla resistenza antimicrobica. I firmatari si sono dati due anni di tempo per arrivare a formulare un piano d'azione. Se non si interviene immediatamente, secondo gli esperti, c'è il rischio che nel giro di pochi anni il trattamento di alcune infezioni diventi impossibile. All'origine del problema c'è l'abuso di medicinali antimicrobici che vengono somministrati con troppa leggerezza sia agli umani, sia agli animali e in agricoltura. L'antibiotico-resistenza costituisce una minaccia anche per la produzione alimentare sostenibile. Attualmente gli antimicrobici vengono impiegati per prevenire malattie negli animali e garantire standard di alta qualità dei prodotti alimentari provenienti dagli allevamenti. Ma spesso sono utilizzati anche per favorire più rapidamente la crescita animale o la loro produttività. È fondamentale quindi rivedere le attuali pratiche, migliorando e ampliando quelle relative all'igiene e alla vaccinazione, al fine di garantire pratiche sostenibili che non contribuiscano inutilmente allo sviluppo dell'Antibiotico-resistenza. Nella prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite i capi di Stato saranno chiamati a prendere impegni seri per combattere l'Amr e per dare mandato d'azione in molti settori governativi. I responsabili politici, gli operatori sanitari e i pazienti, gli agricoltori, i veterinari e i produttori alimentari dovranno lavorare a stretto contatto per un impiego degli antibiotici più responsabile.

©Redazione 

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