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tribunale 2Il 2 settembre scorso, il Tribunale di Roma ha dato ragione a un malato di epatite C che aveva acquistato in India il farmaco generico per curare la malattia a 2.500 dollari e che gli era stato sequestrato alla frontiera di Ciampino il 9 giugno scorso. Il medicinale, comprato online con un bonifico, in Italia costa circa 44 mila euro e il sistema sanitario lo passa solo ai pazienti più gravi.

La sentenza potrebbe cambiare le regole del commercio dei farmaci, improntate ad uno stretto protezionismo e aprire all'acquisto all'estero da parte di migliaia di pazienti italiani. Secondo la normativa nazionale vigente, spetta all'Agenzia Italiana del farmaco stabilire i prezzi dei farmaci e non è ammesso l'acquisto all'estero per motivi di sicurezza, perché non sarebbe possibile tracciare la provenienza, ma anche per ragioni economiche. In Italia ci sono oltre un milione di persone positive al virus dell'epatite C, di cui 330 mila con cirrosi. Fino ad oggi però solo 45 mila pazienti sono riusciti ad ottenere la terapia. L' epatite C è una malattia del fegato causata dal virus Hcv, il quale, una volta che ha raggiunto le cellule epatiche, scatena un'infiammazione generalizzata che nel lungo termine può portare a cirrosi e carcinoma epatico. Il sofosbuvir è entrato nel prontuario nel dicembre 2014, 11 mesi dopo l'approvazione europea. È l'unico farmaco orale in grado di eradicare la malattia e può essere utilizzato secondo diversi schemi di trattamento: per 12 settimane in associazione a ribarivina, con o senza interferone pegilato; in associazione a ribavirina per 24-48 settimane o fino al trapianto di fegato. 

©Redazione

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