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prodottiperdiabeticiUn team di giovani ricercatori della Società Italiana di Diabetologia ha messo a punto un "termometro" per individuare i soggetti con diabete di tipo 1 più esposti al rischio di complicanze micro e macro-vascolari, e per 'dosare' meglio la forza degli interventi correttivi e anche utilizzare argomenti più convincenti per motivarli a modificare fattori di rischio e stile di vita.

La ricerca è stata presentata durante il 52° Congresso dell'Associazione Europea per gli studi del diabete che si è svolto a Monaco di Baviera. Il "termometro - suggeriscono i ricercatori- serve a dosare meglio la forza degli interventi correttivi e anche utilizzare argomenti pù convincenti per motivarli a modificare fattori di rischio e stile di vita". L'equipe italiana ha messo a punto un modello di predizione del rischio cardiovascolare basato su parametri semplici quali età, emoglobina glicata, albuminuria, livelli di colesterolo HDL e circonferenza alla vita.

Con questi semplici elementi è possibile definire per ciascun individuo un livello di rischio: basso, intermedio o elevato. Il tutto allo scopo di ridurre sempre più il gap di aspettativa di vita rispetto alla popolazione non diabetica. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto un enzima che protegge dalla comparsa della steatosi epatica (fegato grasso) e dalle disfunzioni metaboliche correlate all'obesità. L'enzima in questione è la perossiredossina 6, che svolge una funzione anti-ossidante nell'aterosclerosi e diabete mellito di tipo 2. Poiché obesita', diabete di tipo 2 e fegato grasso sono condizioni caratterizzate da un'eccessiva produzione di radicali liberi, l'azione della PRDX6 potrebbe essere sfruttata come terapia per diminuire lo stress ossidativo e la steatosi epatica. 

©Redazione

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