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aumento prezzo farmaciUno studio condotto dalla Coface, società di assicurazione dei crediti, ha rivelato che a fine 2016 il prezzo dei medicinali negli Stati Uniti aumenterà del 9,3%. L'aumento sarebbe motivato dall'ingresso sul mercato di medicinali speciali ad alto costo, mantenendo il trend positivo già registrato nel 2014 (+8,5%) e nel 2015 (+7,2%). Degli otto farmaci più venduti tra i Paesi occidentali, sette risultano essere i più cari proprio negli Stati Uniti.

Il Gleevec di Novartis, trattamento di alcune leucemie, lo scorso anno ha registrato un aumento del 270% rispetto al 2011. Januvia, farmaco per la cura del diabete, è passato dai 146 dollari del mese di ottobre 2006 ai 213 dollari a dicembre 2013 (+46%) fino a toccare i 331 dollari a gennaio 2015 (+55%).Senza contare l'aumento del Daraprim che ha toccato il +5000%. L'alto costo dei farmaci si accompagna anche a una spesa consistente nel settore ospedaliero. Secondo i dati della International federation health plan riportati da Coface, la degenza costerebbe circa 18 mila dollari, contro i 4-6 mila dollari di Giappone, Canada e Paesi Bassi. Inoltre, a parere degli esperti, tre persone indebitate su cinque lo sono a causa delle spese sanitarie: la sanità risulta essere diseguale e i prezzi dei farmaci sono soggetti alle decisioni delle aziende che li giustificano con gli alti costi di sperimentazione e produzione. Infine, malgrado, l'America investa il 17,1% del Pil nella sanità, rimangono costanti alcune problematiche: un'aspettativa di vita più bassa, il tasso di obesità doppio e la mortalità infantile più elevata. Il caro-farmaci irrompe con forza anche nel dibattito elettorale per le presidenziali americane, infatti, la candidata democratica Hillary Clinton, venerdì scorso, ha annunciato che presenterà nuove proposte di legge con l'obiettivo di controllare gli aumenti dei prezzi sui farmaci più vecchi. 

©Redazione

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